01/04/2026

Radon in casa: un caso reale di riduzione da 700–800 Bq/m³ a valori sotto i 100

Il radon non si vede e non si percepisce, ma oggi può essere misurato in modo semplice: ed è proprio la misura che trasforma un’intuizione in una soluzione verificata.

Sul radon si leggono spesso articoli che parlano di interventi complessi e costosi: isolamenti, sistemi strutturati di ventilazione, lavori invasivi sulle fondazioni.

In questo caso, invece, il punto di partenza è stato diverso: non una soluzione teorica, ma un problema concreto, misurato, e un intervento semplice che è stato poi verificato con i dati.

La situazione iniziale

Il monitoraggio del radon, effettuato con uno strumento continuo, aveva evidenziato valori molto elevati, con picchi anche nell’ordine dei 700–800 Bq/m³.

Si trattava quindi di una situazione tipica di accumulo da sottosuolo, con una risalita significativa del gas all’interno dell’abitazione.

Come noto, il radon è sempre presente, ma ciò che conta è la concentrazione nel tempo. In questo caso, i livelli erano chiaramente troppo alti.

La situazione esistente

Nell’abitazione erano già presenti due fori nelle fondazioni, collegati a dei tubi che mettevano in comunicazione il sottosuolo con l’esterno.

Non si trattava quindi di un intervento progettato da zero, ma di una condizione esistente che ha permesso di fare una prova.

L’intervento: semplice e sperimentale

L’idea è stata molto semplice: sfruttare quei due punti per estrarre aria dal sottosuolo.

All’interno dei tubi sono state inserite delle piccole ventole, di quelle facilmente reperibili anche online, normalmente abbinate a piccoli pannelli solari.

Poiché le ventole sono generalmente di forma quadrata, è stato realizzato un adattamento molto semplice:

In questo modo si è ottenuto un sistema molto essenziale ma funzionale, senza lavorazioni particolari.

Cosa succede fisicamente

L’effetto prodotto è quello di una leggera estrazione dell’aria dal sottosuolo.

Non si tratta di un sistema potente, ma di un flusso continuo, anche minimo, che porta a un risultato importante, creando una piccola depressurizzazione sotto l’edificio

Questo è sufficiente per:

  • richiamare l’aria verso l’esterno
  • intercettare parte del radon prima che risalga
  • ridurre l’accumulo negli ambienti interni

È un principio molto semplice, ma efficace.

I risultati: la parte più interessante

Dopo l’installazione delle ventole, il monitoraggio ha mostrato un cambiamento netto.

I valori:

  • si sono stabilizzati generalmente tra 200 e 300 Bq/m³
  • nei periodi più favorevoli sono scesi anche sotto i 100 Bq/m³

Ma il dato più importante è quello nel tempo, la media annua è risultata inferiore a 200 Bq/m³.



Il confronto con la situazione iniziale

Il confronto è immediato:

  • prima: fino a 700–800 Bq/m³
  • dopo: valori medi annui sotto i 200 Bq/m³, con punte anche inferiori a 100

Riduzione molto significativa, ottenuta con un sistema estremamente semplice.

Un dettaglio che conferma tutto

Un aspetto molto interessante è legato al funzionamento delle ventole.

Nei periodi:

  • molto soleggiati → valori più bassi
  • molto nuvolosi o piovosi → valori leggermente più alti

Anche se restano comunque contenuti.

Questo comportamento conferma in modo diretto che è proprio l’estrazione dell’aria dal sottosuolo a influenzare i livelli di radon.

Una considerazione importante

Il radon non è qualcosa che si può eliminare completamente. È un gas naturale, presente praticamente ovunque.

Il punto non è azzerarlo, ma ridurne la concentrazione media nel tempo.

E in questo caso il risultato è stato raggiunto.

Considerazioni finali

Questo caso dimostra che:

una misurazione reale è fondamentale

  • anche interventi molto semplici possono essere efficaci
  • agire sotto l’edificio può essere più utile che intervenire all’interno
  • il monitoraggio continuo permette di verificare concretamente i risultati

Non si tratta di una soluzione universale, ma di un’esperienza concreta che evidenzia un principio chiaro, ovvero anche una piccola estrazione d’aria dal sottosuolo può cambiare in modo significativo il comportamento del radon.

Ed è proprio questo il punto più interessante.


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